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Autore:
Majakovskij Vladimir Titolo: Flauto di vertebre - Prologo
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Subject:
POETRY (811)   
Speaker: Delfino Antonino
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è soddisfatto.
Sotto cieli lontani
un uomo come una fiera esala l’estremo sospiro.
Dio si stropiccia le mani.
Dio pensa:
vedrai, Vladimiro!
E’ da Dio che fu stabilito
che io non indovini il mistero dietro il tuo nome,
che ha pensato di darti un vero marito,
e di spiegare sul pianoforte una musica d’uomo.
Alla soglia della tua alcova venire con passo felpato,
fare la croce sul tuo piumino purpureo:
lo so,
si sentirebbe puzzo di lana bruciata
e dalla carne del diavolo s’alzerebbe fumo sulfureo.
E me fino all’alba
ha sconvolto l’orrore
che tu fossi condotta
verso l’amore e il martirio.
Ho sfaccettato le mie lacrime in versi,
gioielliere in delirio!
Giuocare a carte, sciacquare nel vino
la rauca gola del cuore!
Non ho bisogno di te.
Non voglio.
Tanto lo so,
fra breve
creperò.
Se davvero tu esisti,
o Dio,
o mio Dio,
se fosti tu a tessere il tappeto stellato,
se questo tormento,
ogni giorno moltiplicato,
è per me un tuo esperimento,
indossa la toga curiale.
La mia visita attendi.
Sarò puntuale,
non tarderò ventiquattr’ore.
Ascoltami,
altissimo Inquisitore!
Chiuderò la bocca.
Sillaba non udirete
dai labbri serrati dentro la morsa dei denti.
Attaccami
alle code di cavallo delle comete,
lacerami
contro le stelle taglienti.
Meglio ancora:
quando l’anima mia
si presenterà al tuo tribunale,
corruga le ciglia ed impiccami,
a guisa di criminale,
al capestro della Via Lattea.
Fa’ di me quel che ti pare.
Se vuoi, squartami.
La tua |
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